Ammetto: alle volte fatico a seguire i ragionamenti degli addetti ai lavori.
Uno dice: brava, ma guarda che uno degli addetti ai lavori si chiama Mariastella, che pretendi?
Ammetto: non riuscire a seguire i ragionamenti degli addetti ai lavori può anche essere un punto a mio favore.
Allora aggiungo: alle volte fatico a seguire i ragionamenti dei non addetti ai lavori che però parlano dei lavori. Invece di “lavori”, mettiamo scuola.
E così le tre A del titolo sono a posto.
Perciò veniamo ai metodi di ragionamento. Ragionamento è una parola grossa, mi rendo conto, ma tant’è.
Non addetti ai lavori, cioè, non addetti alla scuola, è facile: sono i giornalisti.
Dice uno: ma guarda che ci sono i giornalisti che parlano di scuola.
Bravo, anch’io ieri ho parlato di controfiletto e di passaggio delle fasi alchemiche nigredo, rubedo e albedo, ma non per questo sono macellaio o fisico .
Detto questo, e cioè che i non addetti si occupano (giustamente) di scuola, aggiungo (ancora) che sarebbe cosa buona e giusta parlarne con cognizione di causa.
Esempio: non sono macellaio ma faccio un giro per le 143 macellerie di Milano e poi spiego come si taglia il controfiletto; non sono un esperto della free-energy ma chiamo il signor Rubbia e chiedo.
Quindi, quando leggo, sul magasiiin di un giornale di grande tiratura, che esce il sabato, il cui titolo incomincia per “io” e finisce per “nna”, quando leggo la lettera di una gentile signora (insegnante) sulla scuola, mi fermo a vedere come la giornalista si è documentata per rispondere.
Allora, c’è questa insegnante che dice: nella mia scuola non c’è più nessuno che può fare supplenze o l’ora di alternativa alla religione, i ragazzini prendono le sedie e vanno in giro per la scuola e si siedono un po’ in una classe un po’ in un’altra, che tristezza, meno male che tra un po’ vado in pensione.
La gentile giornalista risponde che l’ora di alternativa alla religione si fa con le ore a disposizione, e siccome le ore a disposizione la Gelmini le ha tolte (per mandarci tutti in classe, lavorate, fannulloni), ci son problemi; mentre le supplenze si fanno con le ore di straordinario e forse la scuola della signora non è organizzata, e quei cattivoni dei professori non sono disponibili a fare le supplenze, così i bambini tutti in giro con le sedie.
Ci son tre lettere, oggi, che dicono il contrario.
Per esempio, dice una, guardi che la mia scuola è organizzata, e anche le supplenze brevi (c’è il collega a letto tre giorni con l’aviaria, no, cioè, la suina, insomma, ci siamo capiti) le facevamo con le ore a disposizione; adesso che le ore a disposizione non ci sono più, bisogna fare le supplenze nelle ore straordinarie. Solo che le ore straordinarie non si riesce a pagarle.
Per esempio, dice un’altra, guardi che nella mia scuola il personale è disponibile a fare le supplenze in più, oltre l’orario, ma siam ancora qui che aspettiamo i 27 euro dell’anno scorso, ci han detto di non fare più straordinari, ché tanto non ce li posson pagare.
Per esempio, dice la terza, meno male che vado in pensione, sono stufa di lavorare gratis per la gloria e per la patria.
La gentile giornalista allora che fa? Gentilmente risponde.
Che non dobbiamo lavorare gratis (strano, però, il mio provveditore ci ha detto di sì, invece).
Che però gli straordinari sono individuali (be’, vero, ma se non te li pagano, individualmente, chi li farebbe?)
Che in qualche scuola i professori sono più disponibili (a fare gli straordinari, intende).
Che in qualche scuola i professori non sono disponibili (a fare gli straordinari, intende ancora). Perché non sanno quando verranno pagati. Tutto qua.
Tutto qua? È qui che non capisco. Dobbiamo essere disponibili o no? E da che caspita dipende la disponibilità, alla fine? E la disponibilità è individuale? Come lo straordinario? Come il pagamento? E quelli non disponibili sono cattivi? O fanno bene a non lavorare gratis? Vorrà mica dire che quelli non disponibili manderanno in rovina la scuola pubblica? O vorrà mica dire che quelli disponibili sono dei deficienti perché alla fine lavoreranno gratis, eh??
Insomma, in tutto ciò c’è qualche sottile ragionamento che mi sfugge.
"Ogni regolamento che abbiamo presentato e' stato oggetto di interpretazioni ondivaghe e contraddittorie"
Ora, è chiaro che è tutta colpa del Tar politicizzato, e dei giudici politicizzati, e dei professori politicizzati, e degli studenti politicizzati. Tutta colpa loro se la limpida e progressiva e chiarissima (nelle intenzioni e nelle attuazioni) cosiddetta Riforma Gelmini non si riesce ad attuare. Tutta colpa loro se i regolamenti, le bozze, le rettifiche, le circolari ante legem e via così, non riescono a sfondare definitivamente Nella scuola italiana (o La scuola italiana?). Tutta colpa loro se il decreto salvaprecari ha buttato in piedi un gran casino.
Sì, credo di sì, è sempre colpa loro.
Ora, io sui precari non me la sento di mettermi a documentarmi, mi son bastate le lacrime di una collega. Però ho fatto un lavoretto sulla chiarissima e limpida e rettilinea cosiddetta riforma Gelmini, per farevi vedere che forse è vero, se non riesce ad attuarla (a parte i tagli, evidentemente) è solo perchè noi, qui non capiamo la sua geometria...
(*) Aggiornamento: pare che la Corte dei Conti abbia alla fine approvato l'inglese potenziato ma, bontà loro e delle Gelmini, per quest'anno si lasciano le cose così come stanno. C'è da dire che, contemporaneamente, la circolare sugli organici dell'aprile scorso ha disposto che i posti della seconda lingua comunitaria entrino in organico di diritto e siano quindi coperti da titolari (per trasferimento o per assunzione): piacerebbe saper allora, in queste scuole dove ci sono titolari di seconda lingua, che fine farà l'inglese potenziato)
Voti, ma volendo anche giudizi. “esito dell'esame conclusivo del primo ciclo e espresso con valutazione complessiva in decimi” (senza ulteriori specificazioni)
All’esame media dei voti in decimi. Voto finale arrotondato allo 0,5 superiore.
En passant, arriva alle scuole la richiesta di attribuire a ogni prova d’esame un valore percentuale (15% alle Invalsi, 35% alle prove scritte, eccetera). Poi arriva il permesso di regolarsi da soli. Mentre si va preparando il…
Il TAR rileva che la normativa vigente (legge delega 53/03, cosiddetta riforma Moratti) impone lo studio di una seconda lingua comunitaria. È quindi illecita l’imposizione di un’unica lingua comunitaria.
È necessario rivedere tutte le iscrizioni.
D'altra parte, il ministro Gelmini conferma ai media l’inglese potenziato.
Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare (spariti i quindici giorni di sospensione). La media dei voti, in decimi, è arrotondata allo 0,5 superiore. Ma non quest’anno. L’anno prossimo.
25 giugno 2009
Nota ministeriale
Blocco dell’inglese potenziato
1 Luglio 2009
Regolamento attuativo del decreto 112
Copertura normativa all’inglese potenziato, ma ancora in contrasto con la legge delega 53/03.
Approvato al Parlamento, all'interno del Decreto Legge n. 78 del 1 luglio, per stabilire che la prima lettura da parte del Consiglio dei Ministri coincida con l'adozione del regolamento stesso. In caso contrario, il regolamento sarebbe decaduto per scadenza dei termini.
Che cosa succede quando si prende un frullino e si frulla energicamente qualche cosa di organico? Intendo dire: non cercate di frullare delle biglie o dei rametti di legno, no, prendete della panna, o l’albume di un uovo. Oppure, ecco, l’albume di settecentocinquantamila uova, e poi frullatelo. Ecco, ve lo siete immaginato? Settecentocinquantamila albumi frullati da un frullino cosmico. Riuscite a vederlo montare, piano piano? Riuscite a vederlo che viene frullato, frullato, frullato, e cresce, cresce, cresce?
Bravi. Bella immaginazione. Ma era un esercizio facile.
Prendete adesso dei tuorli. Settecentocinquantamila. Aggiungete un po’ d’olio.
Cosa vogliamo fare, con la frusta? Una bella maionese? Naaa... Troppo facile.
Sostituite i tuorli con gli insegnanti e l’olio con le leggi leggine che piovono dal cielo ininterrotte.
Gli insegnanti delle materne (pardon, scuola dell’infanzia) che stamattina piangevano con trenta alunni, dai tre anni in su, per classe, supplenti che non arrivano, graduatorie che non sono a posto e va rifatto tutto per, ops, un errorino del Ministero che si arrabbia se non si seguono le sue leggi leggine alla lettera, ma poi si dimentica come sono fatte le leggi vere cui dovrebbe attenersi.
Sentite il frullino cosmico che gira?
Quelli delle scuole elementari (pardon, scuola primaria) che sono riusciti, a volte, a salvare uno straccio di scuola di qualità, ma adesso devono tutti mollare perché, per fare una scuola di qualità con compresenze o moduli, hanno dovuto scoprire che non è scuola, ma politica, tutti a casa, prego.
Frrrrr, frrrrr, frrrrrr…
Quelli delle scuole media (pardon, scuola secondaria di primo grado), che viaggiano giornalmente in classi da ventisette alunni in su, hanno visto tagliare i posti di sostegno, quelli degli assistenti, quelli dei mediatori culturali (un frego sulla carta e sono scomparsi), quelli dei bidelli (che tanto la scuola la faranno pulire dei prof che, si sa, non fanno niente tutto il giorno). Che non hanno più gessi, fotocopie e carta igienica, ma hanno tanti bei fogli da distribuire sull’emergenza influenza, lavatevi bene le mani con il sapone. Sì, avercelo.
Il Grande Frullatore agita sempre di più il frullino.
Quelli delle scuole superiori (pardon, scuola secondaria di secondo grado) trasferiti, tagliati, il tuo corso non c’è più, tu sei inutile, anzi, tu eri inutile, sei sempre stato inutile, piantala di andare in laboratorio che non serve a un cazzo, meno ore si fanno e meglio si impara, parola di Gelmini, e c’è da crederle, perché lei ha fatto un sacco di scuola, fino all’università, e guarda che cosa ne è uscito.
Frrrr, frrrrrr, frrrrrrr, frrrrrrr…
Avete sostituito? Vi siete immaginati?
Ci sono settecentocinquantamila insegnanti di ogni ordine e grado (dati del ministero, fermi a tre anni fa, e io mi inchino davanti ai dati del ministero) che sono stati rotti e gettati nel calderone da sei o sette anni (dipende da quando sono caduti nella zuppier… pardon, nella riforma Moratti), e che ormai vengono frullati da più di un anno dal gelmino Frullini… cioè, dal frullino Gelmini.
Con quel bel filo d’olio di norme, bozze, regolamenti, prove di regolamenti, rettifiche di prove di bozze di regolamenti, che ha il suo bel perché, nel far montare bene la maionese.
Certo che uno, sempre più spesso, si trova davanti allo specchio a guardarsi e a chiedersi perché mai, al Ministero dell’istruzione, dopo aver mandato sulla poltrona più alta una persona che di Istruzione sa e ha ben poco, non fa una cosa intelligente come chiamare qualche addetto ai lavori, uno che nella scuola è dentro fino al collo, al quale chiedere lumi, informative, chiarimenti, dati.
Il fatto è che a qualcuno, in qualche angolo del corridoio del Ministero, e persino sulla poltrona più alta, l’idea viene, splendido esempio di intelligenza intellettuale prestata alla politica. L’idea viene e si chiede a un addetto ai lavori di stendere, fare, rivedere o correggere un Qualcosa che poi diventerà regola, regolamento, bozza o Atto di indirizzo.
E cosa succede poi?
Succede che (finora nel 100% dei casi) ciò che propone l’addetto ai lavori dentro fino al collo viene preso e messo in un canto (perché nel frattempo è già uscita la bozza di un –altro– regolamento ) oppure, viene preso e ri-rifatto (perché nel frattempo qualcuno pensa di saperne di più), e così via.
Piccolo esempio:
il nostro datore di lavoro (Ministro dell’Istruzione) emana una bozza di indirizzo dove ama insultare il settore scuola media, titolando il capitolo a lei dedicato così: “Una deriva silenziosa da contrastare”.
Bene, mettiamo a confronto la versione dell’Addetto, e quella uscita dalle mani (e dalla testa) di qualche consigliere della Gelmini (che io so chi è, e lo curo). Piccole differenze, ma significative (evidenziate in giallo). Solo la protesta di alcuni Dirigenti e il parere negativo del CNPI ha (credo) convinto il Ministero a ritornare sui suoi passi e a far uscire la versione proposta dal nostro Addetto. Perciò, se ora cercate da qualche parte la colonna a destra, non la trovate più (a meno che,a suo tempo, non l’abbiate salvata sul vostro Pc).
Versione proposta in estate (e firmata poi l'8 settembre)
Versione uscita (ma ora scomparsa dal Web)
3.3 La Scuola secondaria di primo grado
3.3.1 Un segmento formativo da valorizzare
La ex scuola media non è più, anche in riferimento all’obbligo, scuola terminale; ha il compito di assicurare ad ogni allievo il consolidamento delle padronanze strumentali (lettura, scrittura, matematica, lingue…) e della capacità di apprendere, oltre ad un adeguato livello di conoscenze e di competenze, che formano la piattaforma su cui costruire il successivo percorso.
La scuola secondaria di primo grado costituisce cioè uno snodo decisivo del sistema educativo. Nonostante non poche istituzioni scolastiche abbiano sempre lavorato con impegno e indiscutibile professionalità, resta però il fatto che questo complessivo segmento formativo risente di alcune criticità, risalenti a diversi fattori:
â–ª permanenza di un impatto ancora in qualche misura problematico nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria;
[…]
â–ª significativa dispersione, secondo le statistiche disponibili, dei giovani una volta usciti dalla secondaria di primo grado.
3.3.2 Ridefinire le priorità
La conclusione del primo ciclo di istruzione deve segnare il raggiungimento di traguardi compiuti di apprendimento nelle diverse discipline; lacune contratte e non colmate lungo il primo ciclo sono difficili da superare negli anni successivi e formano eredità pesanti per gli alunni.
La problematica specifica della particolare fascia di età e le strutture linguistiche e cognitive nei pre-adolescenti richiedono che vada privilegiato un approccio curricolare verticale ancorato alla dimensione formativa delle discipline.
Questo significa che: […]
3.3 La Scuola secondaria di primo grado
3.3.1 Una deriva silenziosa da contrastare
La ex scuola media non è più una scuola terminale; ha il compito di assicurare ad ogni allievo il consolidamento delle padronanze strumentali (lettura, scrittura, matematica, lingue…) e della capacità di apprendere, oltre ad un adeguato livello di conoscenze e di competenze, che formano la piattaforma su cui costruire il successivo percorso.
La scuola secondaria di primo grado costituisce cioè uno snodo decisivo del sistema educativo. È tuttavia non di rado considerata come l’anello debole del nostrao sistema formativo, per una serie di motivi e di criticità, risalenti a diversi fattori:
â–ª permanenza di un impatto ancora in qualche misura problematico nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria;
[…]
â–ª elevata dispersione, secondo le statistiche disponibili, dei giovani una volta usciti dalla secondaria di primo grado.
3.3.2 Ridefinire le priorità
La conclusione del primo ciclo di istruzione deve segnare il raggiungimento di traguardi compiuti di apprendimento nelle diverse discipline; lacune contratte e non colmate lungo il primo ciclo sono difficili da superare negli anni successivi e formano eredità pesanti per gli alunni.
Corso di aggiornamento individualizzato online per giornalisti ignari che scrivono di scuola.
Aggiornamento individualizzato per l’alunna Natalia Poggi: già fatto, vada a rivedersi la lezione numero Trenta, con annessi e connessi.
Aggiornamento individualizzato per l’alunno Alberto Fiorillo che presenta un bell’articolo sull’ultimo “Venerdì” di Repubblica. A pagina 35 si titola: “Gelmini? Molta teoria. Ma ecco come finisce in pratica” e si parla del fatto che la riforma lascia molte incertezze. Ok.
Passiamo l’uso del termine “riforma”, che dovrebbe indicare un progetto organico e completo, e non un brancolare nel buio buttando qui e là qualche fiammifero ogni tanto. Accettiamo il termine riforma e rimandiamo a un'ulteriore lezione sull'uso dell'italiano. Oggi scendiamo invece di qualche riga e leggiamo sull’inglese potenziato: “Sì, in teoria alle media si può mollare la seconda lingua comunitaria e studiare solo british, cinque ore a settimana al posto di tre”.
Allora.
Non è vero.
Il volenteroso alunno vada a vedersi il pronunciamento del Tar (già peraltro citato nella lezione numero trenta per l’alunna Natalia) e scriva per cinquanta volta che l’inglese potenziato non esiste più, non è mai esistito, o meglio: è esistito solo in una estemporanea decisione della signorina Gelmini, che è già stata fatta rientrare e che lo stesso ministero ha ormai annullato.
Passiamo oltre: l’articolo continua con “È assai improbabile, però, che i preside elargiscano a piene mani questa opportunità lasciando a spasso i prof di francese, spagnolo o tedesco.”
Omiodddddio!!
Lasciamo stare che le cinque ore di english non ci sono, ma in più… Un preside che elargisce ore di lingua straniera? Un preside che decide di far fare inglese o tedesco?? ?
L’alunno Alberto corra immediatamente a nel più vicino USP (o Provveditorato) a vedere Chi assegna le cattedre di lingue! A imparare Come vengono assegnate le cattedre! Poi, per compito, compili i prospetti di assegnazione delle cattedre alle scuole, con le ore relative alle singole materie e con il numero e il tipo di professori assegnati, che non dipende Mai, ma proprio Mai!, dai presidi. I presidi dicono: abbiamo i numeri per quattro prime medie. Il provveditore dice: ti diamo gli insegnanti per tre prime medie, arrangiati!
Figuriamoci se un Preside elargisce o meno cinque ore di english!
(fine della seconda lezione di aggiornamento online per giornalisti. Nella prossima puntata: la virgola tra soggetto e verbo. Sempre lezioni individualizzate)
Oggi è il Blog Day, giorno creato per allargare il circuito dei blogger, e conoscere altri blog di altri paesi o di altre aree. Le regole sono: scegliere cinque nuovi blog che si sono trovati interessanti; avvisare i blogger che si è deciso di segnalare; scrivere una breve descrizione dei blog e mettere il loro link; pubblicare il post il 31 agosto e aggiungere il link al blog Day e al sito del Blog Day.
Io son di fretta e le descrizioni seguiranno, ma intanto, ecco i miei link:
Se non ho capito male una dirigente scolastica dell'Emilia Romagna ha fatto delle dichiarazioni contro la politica del ministero. Ciò mi perplime assai e mi sollecita la domanda: ma cooome maaaiii?
Poi però, attenscion plizzzz, il suo direttore generale (suo della Dirigente, non del ministero), tale signor Marcello Limina, subito fiero e pronto l'ha richiamata ad essere "leale nei confronti del suo datore di lavoro", perché "da parte di una dirigente scolastica le dichiarazioni contro la politica del ministero sono disdicevoli". E qui è intervenuta la Mariasss, spiegando che il signor Limina "ha un altissimo senso delle istituzioni" e se ha sentito "la necessita’ di richiamare la preside all’attuazione delle riforme ministeriali piuttosto che all’espressione di posizione di carattere politico", ecco, ha fatto benissimo.
Allora chiedo: se un ministro tradisce il giuramento di fedeltà alla Costituzione, e nega libertà di parola e di espressione, che si fa? Se un ministro partecipa alla campagna denigratoria dell'istituzione che è chiamato a guidare, che si fa? Dire che la scuola non ha soldi per comprare la carta igienica, è una presa di posizione contro le istituzioni, una questione di carattere igienico-sanitario, o la verità?
C'è un’altra chicca giornalistica, firmata dalla gentile signorina (o signora) Natalia Poggi. Vi mando sulla pagina del Tempo a leggerla. E vi prego qui di notare soltanto, siore e siori, l’accuratezza della documentata signorina Natalia:
- il business delle lezioni private, si documenta all’Istat la nostra gentile giornalista, è di più di 3 miliardi; e già qui, a essere una giornalista seria, una dovrebbe cominciare a fare due conti. E invece niente. Meno male che li ha fatti Murasaki, i conti. Tipo che hanno moltiplicato la spesa media delle lezioni di una famiglia per tuuuutte le famiglie italiane, così che il vecchietto sdentato del terzo piano è entrato anche lui nel calderone degli asini rimandati. Andate a vedere e poi ditemi dove sono andati a finire i tre miliardi;
- i ragazzi (delle superiori) con i debiti sono il 28,6%, “cifre impensabili neanche una manciata di anni fa ai tempi del buonismo e del lassismo generalizzato”. Ora, a parte il fatto che mi piacerebbe vedere, allora, le cifre degli anni scorsi, mi sembra carino farvi sapere che un anno fa la Mariasss dichiarava invece che “l'aumento delle promozioni nelle scuole superiori "potrebbe significare come il sistema del recupero dei debiti formativi abbia innescato un meccanismo virtuoso che ha responsabilizzato gli studenti". Si vede che in un anno il meccanismo è andato a farsi benedire… E 'sti studenti che non son più responsabilizzati! E 'sti professori che son diventati cattivi! Ah, no, quest'ultima cosa va bene, scusate...
- poi, ohibò, questa è bella: “Dal 2009/2010 le classi [di scuola media] saranno articolate in 29/30 ore settimanali.” Ora, anche qui, lasciamo stare il modo di esprimersi (essendo che “classe” significa “ragazzi”, ce li vedete i miei alunni articolarsi in 29 ore?, io sì, me li vedo, tutti svergolati di qui e di là), e controlliamo l’orario dell’anno scorso (30 o 31 ore) o quello di due anni fa (29 ore) e chiediamo alla cara Natalia dov’è la novità;
- “E poi il cosiddetto inglese potenziato e cioè la possibilità per le famiglie, al posto di due lingue straniere, scegliere 5 ore di inglese a settimana”: sì, brava, questo era vero. Però, prima della sentenza del Tar del maggio scorso, che ha sospeso tutto perché la Mariasss, poverina, non si è accorta di aver usato una circolare per imporre qualcosa che doveva essere previsto da un regolamento;
- poi, vabbè, qui ve lo dico solo in passant, alla fine c’è la signorina Giorgia Meloni Gioventù che è contenta di veder sparire le sperimentazioni alle superiori, perché dice, le superiori avevano tolto matematica e latino e avevano messo i corsi di cucito, e questa, si sa, è una sperimentazione ideologizzata che non va punto bene, come dice il famoso inno:
Il blog è appena nato: piano piano (speriamo) crescerà , e se i Lorsignori lasceranno il tempo tra un decreto e una circolare, anche questa colonna verde (speranza) verrà sistemata. Un premio a chi indovina chi sono gli alieni-tra-noi lì a sinistra.